La calvizia è
una forma di alopecia caratterizzata da una graduale
e progressiva perdita di capelli.
Il diradamento comincia nella zona frontale e parietale
della testa, quindi nella sommità del capo. Successivamente
le due aree si riuniscono, creando una corona di capelli
che unisce una regione temporale all'altra, passando
dalla nuca. Nei casi più gravi, la perdita dei
capelli è completa.Esiste una scala per misurare
l'estensione delle calvizie, questa si chiama scala
di Hamilton . I soggetti appartenenti al livello I della
scala di Hamilton sono quelli che non soffrono di calvizie.
MANIFESTAZIONI COLLATERALI
Spesso i capelli appaiono grassi, ma questa untuosità
non riguarda il capello in sé stesso (che appare
secco), ma il cuoio capelluto. Si tratta di seborrea,
cioè di una eccessiva produzione delle ghiandole
della nostra pelle.
Un'altra manifestazione che può essere colta
è la pitiriasi (la comune forfora): se è
presente in piccole quantità può essere
considerata un aspetto normale del cuoio capelluto,
se invece le lamine sono grandi e la pelle da cui si
staccano è arrossata, siamo in presenza di eczema
seborroico.
La connessione tra le due manifestazioni e l'eventuale
calvizie non sono chiare, ma la frequenza di questi
sintomi accompagnata a calvizie è molto alta.
CAUSE
La vita di un capello può essere divisa in tre
fasi:
anagen o crescita, che dura 2-6 anni (in condizioni
normali, l'85% dei capelli è in questa fase)
catagen o involuzione, poche settimane (1%)
telogen o caduta, tre mesi circa (14%).
Quindi, ogni giorno, cadono all'incirca 50-100 capelli,
rimpiazzati dalla crescita di altrettanti capelli. Alla
base della caduta più frequente dei capelli,
vi è l'accorciamento del ciclo vitale del capello,
che non ne permette la naturale rigenerazione. In altri
casi, il capello in fase di crescita subisce un danno
e non arriva a maturazione.
Questo fenomeno può verificarsi in tempi più
o meno lunghi. Negli uomini può iniziare a 18-20
anni evolvendo in tempi assai variabili. Nelle donne
il fenomeno è meno frequente e più tardivo
e difficilmente raggiunge le proporzioni che può
assumere in un uomo.
Sulla caduta dei capelli influiscono gli ormoni, soprattutto
quelli sessuali, ma anche carenze vitaminiche, dieta,
stress e cicli stagionali.
TERAPIA
Non esistono prodotti miracolosi contro la calvizie.
Esistono tuttavia due farmaci che consentono di rallentare,bloccare
e nei soggetti buoni risponditori addirittura invertire
(almeno per qualche anno) il processo di miniaturizzazione
dei capelli. Questi farmaci, di efficacia documentata
in numerosi studi scientifici, sono la finasteride,
un farmaco (approvato per il trattamento della calvizie
comune dalla FDA statunitense nel 1997) che deve essere
assunto per via orale e che inibisce il tipo 2 dell'enzima
5-alfa-reduttasi , causa della miniaturizzazione dei
capelli nella zona del vertice e il minoxidil, uno stimolatore
pilifero, che deve essere applicato localmente, e che
viene spesso associato in preparazione ad antiandrogeni
per aumentarne l'efficacia.
Attraverso operazioni chirurgiche di trapianto di cuoio
capelluto o di singoli bulbi di capelli, le aree diradate
possono essere ricostituite. L'intervento, se effettuato
da chirurghi veramente capaci (pochi in tutto il mondo)dà
quasi sempre buoni risultati (in base anche allo stato
di partenza, al diametro dei capelli del paziente ecc.)
in quanto vengono utilizzati capelli della regione parietale,
non soggetti a miniaturizzazione.
Fonte: http://it.wikipedia.org/wiki/Calvizie
Questo articolo è concesso in base alla GNU
Free Documentation License, il che significa che puoi
copiare e modificare il suo contenuto, a condizione
che l'intero prodotto (incluse le aggiunte) rimangano
sotto questa licenza http://www.gnu.org/copyleft/fdl.html.
|